sabato 2 luglio 2016

Midsommar

E anche quest´anno ho dato di midsommar. 

A meno che non siate come mia nonna di 95 anni che mi ha chiesto come si sta in Svizzera, io ho risposto che sto in Svezia e lei con un "fa lo stesso", dicevo, a meno che non abbiate una ignoranza grassa in materia di paesi nordici, sicurmente avrete sentito parlare almeno una volta di Midsommar, la principale festa svedese che guardacaso significa letteralmente "mezza estate" e si festeggia proprio in concomitanza con il giorno piú lungo dell´anno. 

Anzi, non esattamente il giorno piú lungo (il 21 giugno), ma il sabato piú vicino, quindi tra il 19 e il 25 giugno. Ecco quello é il Midsommar. Peró, come é tradizione in Svezia, quando c´é una festa, si festeggia il giorno prima, quindi il venerdí. Probabilmente perché bisogna prendersi per tempo... Esattamente come il Natale e la Pasqua che si festeggiano tutte il giorno prima.
E cosí il venerdi, del sabato piú vicino al solstizio d´estate, si festeggia. 

Come? Si pianta un palo nel terreno (midsommarstång) adornato di foglie e fiori. Il palo ha in cima due corone di fiori. Ho chiesto a diversi svedesi se la forma del midsommarstången abbia una origine simbolica fallica, probabilmente a simboleggiare la fertilitá del terreno nell´apice del periodo estivo. Quei pochi svedesi a cui ho chiesto erano visibilmente imbarazzati a parlane (che non mi aspettavo in un paese progressista come la Svezia). Allora ho fatto una breve ricerca su internet e pare che il richiamo fallico sia del tutto una coincidenza. Ok, se lo dice Wikipedia, ....

E cosa si fa dopo aver impiantato il palo? 
Si danza tutti attorno. Ci sono 5 o 6 canzoni che sono le stesse in tutte le occasioni di feste tradizionali. Questo é il video fatto da me: 

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Tutti arrivano organizzati con teli per sedersi per terra o poltroncine per chi non vuole rinunciare alla comoditá (sopratutto gli anziani). Tutti si portano da casa qualcosa da mangiare e da bere. 
Una persona che é venuta in visita quest´anno e che ha visto il midsommar per la prima volta, si é domandata perché una festa cosí sentita non diventi un ghiotta occasione commerciale per aprire gazebo, banchetti e venditori ambulanti di cianfrusaglie etniche, abbigliamento, giocattoli e altre cose insignificanti made in China cosí come l´immancabile stand gastronomico. Insomma una festa di paese italian style. 
E invece no. Esattamente come é prassi in tutte le feste svedesi, la sobrietá é la parola chiave. Il massimo dell´eccesso é che le ragazze (e le bambine) si adornino i capelli con una corona di fiori. Qualcuno riesce anche a mettersi qualche abito storico. 

Insomma, la dicotomia é che il midsommar é al contempo un must, ma anche niente di speciale o in grande stile. Forse é un must proprio perché é tipicamente svedese. 






sabato 11 giugno 2016

La festa di maturitá in Svezia

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Questi sono i giorni dello Studenten: una festa tipica di questo periodo che vede protagonisti tutti i ragazzi/e che si diplomano. 
Tutti i diplomati ricevono (anzi, si comprano) un cappello da marinaio con il loro nome e quello della scuola da cui stanno uscendo. E lo portano per giorni e giorni, e cosí i giovani diplomati si riconoscono lontano un chilometro. 
L´anno scorso chiesi ad una mia collega quale sia l´origine di questa cosa del cappello e non lo sapeva. Ho chiesto se per caso c´é qualche affinitá con il fatto che anche il Re, nelle occasioni importanti, ha come vestito da cerimonia, l´alta divisa da ufficiale di marina. Mi rispose: "non ci ho mai fatto caso". In effetti, anche leggendo wikipedia, sembra che non ci sia alcuna correlazione. Mah. 

I festeggiamenti degli studenti raggiungo il loro apice (credo) quando salgono su carri e vanno in giro per la cittá a ritmo di musica disco. In effetti non riesco ad immaginare cosa accade poi di notte... Quello che ho postato sopra é un video che ho fatto io ieri a Norrköping, nei pressi della stazione. 

Mi piace come tradizione e mi dispiace che in Italia non ci sia niente di simile. Provo un pizzico di invidia. 

giovedì 9 giugno 2016

L´assegno del contrassegno

Ho un amico che su Feisbuc qualche giorno fa ha scritto il seguente post:

Dubbi Assicurazione auto: quando ti spacciano l'innovazione come rivoluzionaria ma poi devi fare i conti con la realtà visto che siamo sempre in Itaglia.
Ho deciso di rinnovare l'RCA della macchina cambiando assicurazione, quindi informandomi, scopro che dal 18 ottobre 2015 non c'è più l'obbligo di esporre il tagliando, visto che lo stato assicurativo del mezzo da quel momento risulta sul sistema online, "bene!" penso e aggiungo: "era ora!".
Mi reco quindi all'agenzia prescelta, quella che ho scoperto fare il prezzo più vantaggioso per me. Firmo il contratto, pagine, su pagine che manco stessi a fare il rogito per comprare il Colosseo e, finalmente, mi rilasciano la documentazione, alla fine torno a casa e vengo assalito dai dubbi:1) Sul contrassegno, quello giallo per intenderci, c'è una grossa scritta in stampatello: "ANNULLATO", perché non ci sono scritte le tipiche informazioni di sempre: targa, tipo autoveicolo e scadenza? Che senso ha questa scritta? Il contrassegno in questo stato è valido?
2) La legge non prevede più l'obbligo di esporre il contrassegno (http://goo.gl/a5Y4Ga), ma di portarselo dietro in caso di controllo da parte delle forze dell'ordine si... dove starebbe l'innovazione?
3) Mi dicono che posso scaricare il file in PDF del contrassegno e portarlo in macchina "perché ha lo stesso valore legale di quello originale", è vero? Eppure leggo in rete (http://goo.gl/YBEJDp) che c'è chi è stato multato per questo, qualcuno azzarda l'ipotesi che forse l'agente accertatore non conosceva bene le disposizioni... chi ha ragione? Insomma, la stampa del PDF vale come l'originale?
4) Dappertutto leggo che per cambiare compagnia assicurativa, non è necessario fare alcunché, è tutto automatico: invece ho scoperto che questo è vero in teoria, ma se sul vecchio contratto è previsto diversamente, per la recessione, è necessario inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno nei tempi previsti, altrimenti si potrebbe essere chiamati a corrispondere una penale salata... quindi attenzione!
Ma perché in Italia le disposizioni non sono mai chiare?
C'è sempre chi dice una cosa e chi l'esatto contrario e tu non sai mai se stai facendo la cosa giusta con il rischio di sbagliare... e se pensi che leggendo il testo della Legge tutto ti sia più chiaro, si vede che non hai mai letto una Legge italiana!

E ora un mio recentissimo aneddoto sulla Svezia. 
Ebbene sí, ho comprato un´auto nuova. Non vi dico quale, ma niente di lussuoso. Due giorni fa il concessionario mi dice che finalmente é arrivata e posso ritirarla lunedí pomeriggio. Nella email c´é anche il numero di targa. Allora io penso che mi serve l´assicurazione e mi domando: riusciró a fare tutto in giornata? Intendo dire, fare l´assicurazione lunedí, pagarla, e ritirare la macchina nel pomeriggio? Aspetta che telefono e chiedo. 
Una signora gentile mi dice che si, ce la faccio, e mi trasmette il messaggio: ma perché di preoccupi? Ed in effetti non aveva nemmeno capito all´inizio. Quindi ci vediamo lunedí mattina, dico io. A che ora aprite? Risposta: il servizio telefonico apre alle 8. Io: chissenefrega del servizio telefonico, io devo venire a firmare il contratto. La signora gentile: ma che contratto, si puó fare per telefono, non si scomodi di venire fino qui. Allora io la metto alla prova: ma se si puó fare al telefono allora si potrebbe fare anche ora? Certo!, risponde. 
Le dico la targa e il mio codice fiscale e lei ha giá tutti i dati della macchina anche se é stata appena immatricolata. Mi chiede da quando voglio la decorrenza e specifico da lunedí prossimo. 
Fatto. 

Come fatto? e il pagamento? Ti arriva a casa la fattura e la paghi entro tot giorni. 
E il contrassegno? Che contrassegno? Domanda lei sbalordita. 
Non ci vuole una qualche carta da portare con me in auto che dimostri che sono assicurato? Nooooo. Quando mai!!! Se la polizia ti ferma, e vuole controllare se sei assicurato, controlla online con il numero di targa. 

Pratica finita. 


domenica 1 maggio 2016

La donzelletta che vien dalla campagna


Heila.

Voglio tornare su un argomento di cui ho giá trattato ma voglio integrarlo con un piccolo aneddoto: la scuola. 

Allora, avevo detto che le scuole svedesi sono senza dubbio piú semplici di quelle italiane. Cominciamo a mettere qualche puntino sulle i. Innanzitutto sto parlando delle elementari per esperienza diretta. No, non sono iscritto alle elementari, ma mia figlia lo é. Non sto facendo paragoni tra la mie esperienza delle elementari in Italia e quelle di mia figlia perché sono passati 35 anni e le cose sono cambiate molto. Il paragone che posso fare é invece tra l´esperienza di mia figlia e le sue amiche rimaste in Italia. 

Il quadro che ne viene fuori é che:
- in Italia ci sono tantissimi compiti per casa, cosa che qui non sanno neanche cosa siano
- i libri. Quando sono stato in Italia l´ultima volta, parlando di questo argomento con un amico, ad un certo punto lui chiama sua figlia (dell´etá della mia) e le dice di preparare lo zaino di scuola del giovedí, perché é il giorno in cui si concentrano tutte le materie. Lo abbiamo pesato: 14 kg. Metá del peso corporeo della bambina. Ma si puó? Un adulto non allenato avrebbe problemi, figuriamoci un bambino, magari gracile. 
- in Svezia i ritmi sono lentiiiiiissssimi. In prima elementare facevano una lettera dell´alfabeto a settimana. Per imparare la tabellina del 10 ci hanno messo un anno. Al contrario dell´Italia dove invece fanno imparare ai bambini poesie a memoria o studiare storia, geografia e tante altre materie nozionistiche. Esatto: nozioni, nozioni, nozioni. Tutte cose che o si studiano, o niente, non ci puoi arrivare per intuito dove stanno i Pirenei o sapere il Sabato del Villaggio a memoria. E cosí un´altra amica di mia figlia, dalle parti di Cesena, soffre di mal di pancia e insonnia prima delle prove, cioé una volta a settimana. Ma si puó soffrire di stress alle elementari? 

La mia riflessione sull´argomento mi ha portato con gli anni a preferire di gran lunga il sistema svedese anche se all´inizio ero un po´critico. Tanto per cominciare mi baso su una semplice constatazione: che se il sistema italiano funzionasse, allora dovremmo essere i piú preparati del pianeta. Invece é esattamente il contrario. Siamo il paese occidentale al mondo con il peggiore tasso di analfabetismo funzionale. Cioé il 47% degli italiani di etá compresa tra 16 e 65 anni sa leggere e scrivere ma non sa interpretare un grafico o riassumere un testo. Cose di utilizzo quotidiano, insomma. Ecco il link. 

Non solo, nelle scuole elementari svedesi insegnano cose di uso pratico. Mia figlia é in terza elementare e sta seguendo un corso di falegnameria e ne ha giá fatto uno di cucito. Sta imparando l´inglese ovviamente e guarda giá cartoni animati in lingua originale inglese con sottotitoli svedesi. 
Ma c´é dell´altro. L´anno scorso in concomitanza con le elezioni politiche, i bambini si sono esercitati alla democrazia, creando partiti fittizi in classe e simulando elezioni. Lo scopo era capire come funziona la democrazia e di come sia importante partecipare (con il voto). Ed era terrorizzata che noi non andassimo a votare per chissá quale ragione. (ci siamo andati ovviamente). 

Un´altra cosa che ha imparato l´anno scorso e sulla quale hanno lavorato molto é di quanto sia importante informarsi da fonti adatte. E cosí mia figlia in seconda elementare mi é venuta a spiegare che un quotidiano deve essere obiettivo, ma noi non possiamo saperlo a priori ed é quindi importante informarsi da piú fonti. Per me che sono italiano, questo é rivoluzionario. E infatti l´Italia é al 77esimo posto al mondo per libertá di stampa. Mi fermo qui perché mi sto inacidendo.... 

Beh, insomma ecco l´aneddoto nuovo. Qualche giorno fa, a tavola, io chiedo a mia figlia cosa hanno fatto a scuola. Lei mi risponde con una domanda: "tu lo sai cos´é il Brexit?". Io penso che ho capito male perforza e non mi viene in mente nessuna parola che ci assomigli, quindi rispondo, che no, non so cosa vuol dire. E allora lei comincia a spiegarmi che anni fa gli stati dell´Europa si sono uniti a formare una comunitá che si chiama EU. Non tutti hanno aderito. Altri hanno aderito, ma hanno mantenuto la loro moneta originaria...... e via cosí. 

Adesso, mi dispiace per Leopardi e per la sua donzelletta che vien dalla campagna, in sul calar del sole, col suo fascio dell´erba, e reca in mano un mazzolin di rose e di viole, ma sono contento che mia figlia studi in Svezia. 

E secondo me sará altrettanto stupefancente la scuola superiore, ma per quella devo aspettare ancora qualche anno. 


sabato 23 aprile 2016

Il vino italiano in Svezia

Siamo scesi al 77esimo posto nel mondo per libertá di stampa. Sempre peggio. Credo che la maggior parte dei problemi dell´italia siano riconducibili a questo indice, ma é un discorso lunghissimo. Diciamo che dobbiamo prendercene conto e informarci su internet, dove ci sono centinaia di blogger e siti di informazione spesso improvvisati, inadeguati e incompetenti per non dire di parte. Ce l´ho persino io un blog, fate voi. 

Ma sul web qualche bravo giornalista c´é. E´difficile scovarli, ma ci sono. 
Io ho avuto il piacere di conoscere personalmente alcune di queste rare eccezioni e un sito di informazione veneto (nel senso che si occupa di temi veneti, non per campanilismo o qualche sorta di leghismo, ma solo per circoscrivere le propria competenza d´azione) ha di recente pubblicato questo articolo qui che parla di come il consumo di vino veneto (insieme a quello toscano e friulano) sia cresciuto enormemente in questi ultimi anni in Svezia. 

La vendita di vino e di tutti gli altri alcolici in Svezia é gestita dal Systembolaget, che ha quindi il monopolio. Una cosa per noi normale come comprare vino al supermercato, qui é fantascienza. Nella cittá di Norrköping, dove vivo, ce ne sono tre di filiali del Systembolaget: uno nella zona dei centri commerciali a nord, uno in centro, e uno in un centro commerciale a sud. Punto. Se vuoi dell´alcool, lá devi andare. 

Un´altra cosa fantascientifica e pagarlo poco. Qui in Svezia l´alcool costa carissimo e le bevande alcooliche sono tassate in modo piú che proporzionale al tasso alcoolico. Quindi una birra costa poco piú che da noi, il vino sensibilmente di piú, il whisky o il rhum un certo numero di volte. 

Tutti i negozi Systembolaget seguono lo stesso stile e ordine. Ci sono tutti i vini bianchi da una parte, i vini rossi da un´altra, i superalcoolici da un´altra, spumanti e altri cosí via. Poi all´interno della categoria vini, gli scaffali sono suddivisi per paese. Quindi ci sono tutti i vini italiani messi assieme sugli stessi scaffali, poi iniziano quelli di un altro paese, etc.  E´quindi per me piacevole constatare quanti vini italiani, specialmente rossi, siano venduti. Della mia regione ce ne sono diversi, ma provengono un po´da tutte le regioni. 

Ecco perché l´articolo non mi stupisce. Ma ho voluto trovare riscontro su siti svedesi e proprio l´ente svedese di cui sopra ha pubblicato questa lista di vini rossi venduti in Svezia nel primo trimestre 2016 tra cui svetta l´Italia con il 30% del vino venduto (e in aumento).
Non male, vero? 

A proposito volete dei prezzi? Li trovate qui: ci sono 839 bottiglie italiane in vendita con il rispettivo prezzo. Ognuno ha i suoi problemi, con la differenza che voi potete berci sú. 






sabato 16 aprile 2016

Intervista a Radio Rock

Hej. 
Ieri sono stato intervistato da Radio Rock: una radio che trasmette dalle parti di Roma, da quello che ho letto nel sito (www. radiorock.it).

In pratica ogni venerdí sera i due presentatori (simpatici da quel che ho potuto sentire) conducono una rubrica intitolata "basta menevado". E quindi chiamano vari espatriati in giro per il mondo. E ieri sera é toccato a me. 

Siccome io sono un fanatico fondamentalista della Svezia, ho fatto traning autogeno prima della trasmissione ed ho cercato di non essere troppo entusiasta, perché io ho sempre questa dannata psicosi di convincere magari qualcuno a venire e che poi si trova male, perché come ho giá detto in questo blog, la Svezia é per tutti, ma non per molti. Spero di non essere stato troppo negativo. 

L´unico commento che viene da dire é che mi sono ascoltato due volte ed ho riscontrato di avere una terribile voce. Per fortuna che non faccio il cantante. Vabbé, se avessi fatto il cantante, sarebbe stato in un gruppo punk e nel punk non serve certo avere la voce come Freddy Mercury (né tantomeno saper suonare spesso). Vabbé cuccatevi l´intervista. 

giovedì 7 aprile 2016

Ho giá votato per il referendum. Dalla Svezia.


Mancano 10 giorni al referendum e io, come spero tutti gli italiani all´estero, ho giá votato. Non prima di esseremi montato la cabina elettorale dell´IKEA in casa. Eh si, perché per i residenti all´estero funziona cosí: ti arriva una busta grande dell´ambasciata con dentro l´originale della scheda elettorale e le istruzioni. In due parole solamente: voti comodamente da casa, metti la scheda elettorale in una busta piccola, che va dentro ad una piú grande insieme al tagliando elettorale e spedisci. Fortunatamente é giá preaffrancata. Il sistema non é proprio sicurissimo, speriamo bene. 

Prima di votare mi sono informato e su internet ci sono tutte le opinioni possibili immaginabili, tranne una, la mia. Vi tocca anche questa. Non sto qui a riepilogarle tutte perché questo post vuole parlare di altro, e voi ne avete due maroni cosí, ma sostanzialmente, non ha senso parlare di estrazioni petrolifere se poi, se ci sono, sono effettuate da multinazionali straniere e i pochi ricavi per la nazione italiana vengono mangiati e sperperati come di consueto. Senza parlare poi dei disagi ambientali (disagi é un eufemismo, notate che raffinatezza di linguaggio). Se la maggioranza degli italiani decidesse che evviva il petrolio, allora sarei dell´idea di fare come la Norvegia che fa confluire tutti gli incassi petroliferi in un fondo pubblico. Cosicché oggi ogni norvegese é sostanzialmente un milionario. Quasi quasi mi trasferisco in Norvegia. In Italia. al posto del fondo pubblico, si potrebbe ripagare il debito pubblico, ma con la attuale classe politica non c´é speranza. Prima bisogna cambiare le condizioni, e poi fare il referendum. Casomai. Fermo restando che investire nel petrolio in un paese bello com l´Italia, non ha proprio senso. 

E in Svezia? Un paese civilissimo, chissá quanti referendum fanno. 
Pochissimi. Ne hanno fatti 6 dal 1922 ad oggi. Ve li elenco:

1922. Proibizione dell´alcool. Vince il no. 
1955. La guida a destra. Vince il no (cioé la guida a sinistra). Nel 67 si introduce la guida a destra. 
1957. Sistema pensionistico finanziato dalle tasse. Vince il si. 
1980. Stop al nucleare. Vince il si. 
1994. Ingresso nella UE. Vince il si. 
2003. Uso dell´euro. Vince il no. 

Come mai cosí pochi? boh. Mi viene da pensare peró che é anche una questione di logica. Cioé, se hai un governo credibile e che cerca di rispettare la volontá popolare (espressa con le elezioni politiche), allora non c´é bisogno di raccogliere milioni di firme per chiedere l´abrogazione delle leggi. C´é una guerra cittadini vs governo. Ma poi tra l´altro le milioni di firme in questo caso non sono state raccolte perché il referendum é stato proposto da 8 regioni. Quindi ci sono anche le regioni vs governo. E tra l´altro regioni governate dallo stesso partito del governo. Governo vs governo. Tutti contro tutti. 

Quindi il quesito referendario non dovrebbe essere "vuoi tu abrogare la legge numero ... eccetera", che tra l´altro é incomprensibile, vedrete quando vi troverete nella cabina elettorale. Casomai il quesito dovrebbe essere: ma "perché lo stiamo facendo?". A proposito, vi consiglio di arrivare al seggio preparati perché io sono uscito dalla mia cabina IKEA e verificato su intenet che cavolo c´é scritto nella scheda, voi invece non potete. 

E adesso viene il bello. I referendum svedesi non sono vincolanti secondo la loro costituzione. Quindi se domani mattina il governo decidesse di tornare al nucleare, o adottare l´euro, lo potrebbe fare benissimo. Cosí come ha cambiato idea negli anni ´50 sulla guida a sinistra. Ma a parte questo caso, non ci penserebbe nemmeno. In Italia invece i referendum sono vincolanti e vengono puntualmente ignorati, come quello sull´acqua pubblica e quello sul nucleare che l´innominabile di Arcore voleva reintrodurre e di fretta. 

Insomma, andate a votare, che ne vale la pena, ma sappiate che c´é un altro sistema (non vi sto invitando a votare col sistema, tipo totocalcio, ci mancherebbe solo questa...).