sabato 23 settembre 2017

Il benvenuto del Comune

Mi sono registrato nei registri anagrafici del comune di Eskilstuna che mi ha mandato un pacco. E´un pacco di benvenuto con scritto "Välkommen till Eskilstuna". 

Che cosa ci sará mai dentro? 
Questo é il contenuto: un coprisella per la bicicletta, un fagottino che é un telo per coprirsi in caso di pioggia, la pianta della cittá con evidenziate tutte le piste ciclabili ed un cioccolatino. Secondo me per uno svedese medio é il cioccolatino che fa la differenza. Per me invece é la manifestazione di una gestione cittadina molto intelligente. Ci sono infatti piste ciclabili ovunque e si puó raggiungere qualsiasi punto della cittá senza rischiare la vita. 


Un modello di sviluppo urbano che ho sempre professato quando ero in Italia, me era solo un esercizio teorico. Qui invece, ogni mattina, andando a lavorare in bici (percorro 3 km) assaporo ogni singolo tratto di pista ciclabile, ogni sottopassaggio o sovrapassaggio, e la protezione totale dal resto del traffico  (che non c´é, ma se ci fosse...). 

Piú che la scatola che invita all´uso della bici, avrei preferito una scatola che spieghi il complesso sistema di raccolta dei rifiuti fatto di tanti sacchetti colorati, con un colore per ogni tipologia di rifiuto (ma mi sono arrangiato chiedendo ai colleghi). Ma va benissimo lo stesso. 




L´acquisto di una casa in Svezia.

L´acquisto delle case in Svezia rispecchia, secondo me, la classica tendenza tutta svedese di semplificare e rendere trasparente qualsiasi cosa.

Funziona in poche parole in questo modo. Il venditore dell´immobile si affida ad un agente immobiliare (come in Italia) che scatta delle foto e le pubblica in uno o piú siti internet. Come in Italia, del resto. Il sito principale di riferimento é hemnet

Per ogni abitazione si trovano un numero elevato di foto ed una descrizione dettagliata con un po´di storia delle varie manutenzioni effettuate. Ovviamente anche le planimetrie. C´é anche la possibilitá di vedere il prezzo di vendita di case analoghe vendute nella stessa via o nello stesso quartiere, per capire se il prezzo proposto é ragionevole e in linea con gli altri. 

E qui viene il bello. Il prezzo proposto é la base di una asta. Quindi da quel momento in poi chiunque pu´prendere contatto con l´agente immobiliare, ed offrire una cifra superiore. Mano a mano che l´agente riceve offerte, aggiorna il sito specificando da chi ha ottenuto l´offerta. Non scrive nome e congnome, ma un nome identificativo come offerente1, offerente2, eccetera. In questo modo chi é in gara puó sapere se sta concorrendo con tanti o pochi offerenti. 

Ovviamente la casa é visionabile ma solo in due date determinate chiamate visning. Quindi l´agente si fa trovare nella casa nel giorno e nell´ora stabiliti e tutti gli interessati vengono a vederla. Di solito a tutti i visitatori viene dato un fascicoletto dell´abitazione, con le foto e i dati presenti anche nel sito, oltre che all´immancabile caramella. E si, perché se vuoi conquistare un/una svedese degli offrirgli caramelle (o alcool, ma quello in altre circostanze). Evvabé dicevo del visning. Fa strano camminare a piedi scalzi, o con gli inconfondibili sacchettini avvolgi scarpe di colore blu, a casa di un estraneo insieme ad altri sapendo che tutti sono lí per lo stesso motivo. I proprietari di casa sono costretti dall´agente immobiliare ad andare via, quindi bisogna resistere alla tentazione di rovistare nei cassetti per immaginare chi ci abita. Non mi direte che capita solo a me, dai. 
E comunque di solito nei visning si scopre come le foto pubblicate sono state fatte con il grandangolo e che un bagno che sembrava la hall della Casa Bianca scopri essere poco piú grande del lavandino.

Di solito l´asta inizia subito dopo il visning. Una volta che tutti i concorrenti, tranne uno, si ritirano, l´agente immobiliare organizza una riunione in agenzia con entrambe le parti e si firma il contratto di compravendita. Nel frattempo egli si prende cura di contattare anche la banca dell´acquirente per verificare che veramente questo abbia i soldi necessari. Per fare ció l´acquirente deve avere una promessa di debito (lånelöfte) da parte della banca e si richiede alla propria banca online. Un funzionario della banca ti chiama e ti dice per telefono quanti soldi sono in grado di imprestarti. Non c´é nessuno formalismo. A me hanno mandato solo una email di una riga. Il lånelöfte é la prima cosa che l´acquirente deve fare, ancora prima di iniziare a cercare casa. Sempreché non abbia soldi sufficienti per pagarla in contanti. 

Ci sono delle eccezioni. Tipo che é presente fare una offerta particolarmente vantaggiosa ed aggiudicarsi l´abitazione ancora prima del visning. 

Firmato il contratto la casa é tua. Ci si organizza solo sulla data di consegna delle chiavi, ma il grosso, cioé poco, é fatto. Non ci sono notai e non c´é nemmeno bisogno che un funzionario della banca arrivi con l´assegno e la procura della banca... 

Se non c´é il notaio, non c´é nemmeno il suo compenso da pagare. Le tasse invece variano a seconda se l´immobile é una villa o un bostadsrätt, cioé una forma di proprietá mista con una cooperativa che possiede tutto l´edificio o addirittura il quartiere come nel mio caso. Ecco, in caso di bostadsrätt le imposte di registro sono quasi assenti. Per una villa invece si paga lo stämpelskatt che é pari al 1,5% del valore piú un altro 2% sulla quota di prestito che viene ipotecata. 

Tutto qua. Oltre ai minori costi rispetto all´Italia, non ti devi preoccupare se é tutto in regola con i permessi a costruire/condoni, autorizzazioni sanitarie, accatastamenti, ipoteche e vincoli di ogni genere oltre che spese condominiali arretrate. 



domenica 30 luglio 2017

Aggiornamento lavorativo, abitativo e pendolarismo spazio temporale.

Ciao a tutti. 
Mi hanno fatto notare che questo blog non é aggiornato. E´ vero.
Il fatto é che questi ultimi mesi sono stati caratterizzati da tutta una serie di cambiamenti che ogni volta pensavo di scrivere un post nel blog, ma giá appariva all´orizzonte il cambiamento successivo e poi un altro ancora, e cosí via. E non é finita.

Ricapitolando, avevo scritto un post celebrativo un anno fa, in cui dicevo addio alla Volvo, con rammarico, e alla vita da pendolare, con soddisfazione, introducendo una nuova avventura lavorativa in una grande azienda di Söderköping. Beh, per tutta una serie di ragioni che non vi sto qui ad elencare, perché presumo che non vi interessi un gran che, la mia avventura in Luvata é finita dopo appena 6 mesi tondi. 
Dopo solo un paio di settimene (marzo di quest´anno) ho richiamato in Volvo per sentire se avevano ancora bisogno. Mi hanno chiamato per un colloquio il giorno dopo e assunto quasi immediatamente. Non nello stesso dipartimento dove lavoravo l´anno scorso, ma in uno analogo che fa capo ad un´altra divisione. E sin dal colloquio mi hanno prospettato la possibilitá di ottenere un contratto a tempo indeterminato durante l´estate. Contratto che é arrivato in giugno. 

Appena avuto il contratto, mi sono messo alla ricerca di una casa e la ho trovata nel giro di una decina di giorni. Record assoluto in Svezia, data la cronica mancanza di abitazioni. Ecco, quindi mi trasferisco ad Eskilstuna tra tre settimane esatte. Dovró scrivere un post ovviamente sull´acquisto di un immobile, ma aspetto di avere le chiavi per completezza. 

Nel frattempo ho ricominciato a fare pendolarismo estremo (vi ricordo che sono 120 km andare e altrettanti tornare da casa a lavoro per un totale di 4 ore al giorno di viaggio usando bici, treno e autobus). Ma ancora per poco. 

Secondo la teoria della relativitá generale, che si chiama ancora teoria anche se é scientificamente provata, un soggetto che viaggia invecchia in modo inversamente proporzionale al quadrato della velocitá sul quadrato della velocitá della luce. Quindi chissá quanto tempo di vita ho guadagnato passando mesi e mesi in treno. La risposta é praticamente zero. Avrei dovuto fare il pendolare a velocitá prossime a quella della luce per avere un vantaggio osservabile.  In compenso mi riempiva il cuore guardare fuori dal finestrino paesaggi come questo, che a velocitá cosmiche mi sarei perso:

video




domenica 26 marzo 2017

La vendita dell´auto


Vi voglio raccontare che proprio ieri ho venduto la mia macchina usata. Una vecchia utilitaria che avevo portato sú dall´Italia e reimmatricolata in Svezia. 
Durante questo weekend, quindi, mi sono passati spesso per la testa i confronti del sistema svedese con quello italiano. 

IN ITALIA
Mi ricordo bene il sistema italiano, perché prima di emigrare vendetti l´altra auto che avevo in Italia e pure la motocicletta. Ho verificato su internet e il sistema é lo stesso. 
Escludiamo l´ipotesi che venditore e compratore si affidino ad una agenzia di pratiche auto, che, se ci pensate, non dovrebbero nemmeno esistere. Il venditore compila il retro del certificato di proprietá inserendo il nome dell´acquirente e poi si reca in uno dei posti autorizzati per farsi autenticare la firma, tipo il Comune di residenza, la motorizzazione, eccetera (anche il notaio, che se ci pensate non dovrebbe esistere nemmeno lui).  Servono una marca da bollo da 16 euro e 0,52 euro per diritti di segreteria. Il che significa andare a comperare la marca da bollo dal tabacchino e poi andare in comune, sempreché uno sia informato altrimenti va in comune e poi gli dicono di tornare. 0,52 euro per diritti di segreteria mi sembrano la scena con Beningni e Troisi sui dazi doganali. 
Ecco, il venditore é quello fortunato.
L´acquirente invece deve andare al PRA e portare con se il certificato di proprietá, il libretto di circolazione, il proprio documento di identitá e l´immancabile modulo da compilare ed una serie di fotocopie (una o due a seconda). Roba che se ti dimentichi una fotocopia é facile che ti dicano di tornare. Oltre all´immancabile pagamento di balzelli vari. Eh si, perché ci sono da pagare emolumenti ACI, imposta di bollo per la presentazione al PRA, imposta di bollo per il rilascio dell´aggiornamento della carta di circolazione, diritti ex- motorizzazione (se non c´é piú perché bisogna pagarci i diritti?), l´imposta provinciale di trascrizione (che varia da provincia a provincia). Alcuni sono bolli che si comprano dal tabacchino, altri sono bollettini postali che richiedono di andare alle poste, con conseguente perdita di tempo. 
Quindi, oltre al costo monetario, c´é anche la rottura di dover perdere mezze giornate (di astensione dal lavoro) per sbrigare tutti gli adempimenti. Sia per il venditore che per l´acquirente.
E tutto questo nell´ipotesi che non sia stato smarrito il certificato di proprietá o il libretto di circolazione altrimenti sono c...i.

IN SVEZIA
Ieri arriva da me un ragazzo, visiona la macchina e mi dice "ok, la prendo". Il passaggio di proprietá puó essere fatto a scelta dal venditore o dall´acquirente, ma siccome sono un tipo che ha un background medioevale ho pensato che sarebbe stato giusto farlo insieme, in concomitanza con il pagamento. Quindi l´acquirente é venuto a casa mia e con il mio pc mi sono collegato con il sito dello Transportstyrelsen (l´equivalente nostro della motorizzazione). Mi loggo usando le credenziali solite che uso per qualsiasi sito di qualsiasi pubblica amministrazione, nonché della mia banca, e funziona tramite una app nel mio telefonino in pochi secondi. Inserisco la targa, un codice che c´é sulla carta di circolazione, alcuni dati della mia patente e di quella dell´acquirente. Fatto. La macchina é sua. Nel frattempo lui, con il cellulare mi ha swishato (termine che sta a significare che ha usato una app nel suo telefonino chiamata Swish che trasmette soldi in tempo zero al beneficiario e senza commissioni) l´importo richiesto. Importo che io quindi ho subito verificato essere pervenuto nel mio conto corrente. 
L´acquirente é piú giovane di me e mi trattava da matusa in quanto non ho usato l´ultimo ritrovato in termini di semplificazioni amministrative: cioé la app del suddetto Transportstyrelsen, ma a me queste cose delicate piace farle con un monitor adeguato, per evitare che mi sfugga qualcosa. 
Costo totale dell´operazione: zero. Sia per me (venditore), sia per lui (acquirente). 
Tra l´altro il Transportstyrelsen avvisa in automatico la mia assicurazione che provvederá in automatico a restituirmi la parte di assicurazione non usata (da oggi alla scadenza).
A proposito di assicurazione: pochi secondi dopo, il tipo con il cellulare si collega al sito della sua assicurazione e stipula un contratto in pochi secondi e con due click. E anche quella é a posto. 
Quindi, tempo perso dal lavoro; zero. Soldi spesi: zero. Nervosismi da burocrazia elefantiaca; zero. Tempo totale impiegato: 10 minuti. Forse 15.


domenica 12 febbraio 2017

Sanremo vs Melodifestivalen

Sento un impellente bisogno di scrivere un post a riguardo del festival di Sanremo. 
Giá perché si é concluso ieri sera il suddetto festival mentre qui in Svezia si sta svolgendo il suo analogo che si chiama Melodifestival o "Mello" come lo definiscono tutti amichevolmente, come se fosse il nome dell´animale domestico, ma che tutti conoscono e adorano. 

Mi scatta l´ansia di fare paragoni. 
Innanzitutto il funzionamento. Il festival di Sanremo si svolge in cinque serate consecutive e alla fine dell´ultima viene proclamato un vincitore. L´edizione svedese invece si compone di cinque serate e poi viene proclamato il vincitore. Ma allore é uguale: no! non ho detto consecutive. Infatti si svolge ogni sabato per cinque settimane. E ogni volta in una cittá diversa e la finalissima si svolge a Stoccolma.

Ad ogni puntata si esibiscono sette cantanti o gruppi e di questi ne vengono scelti due che andranno alla finalissima di Stoccolma. Ne vengono scelti anche altri due che vanno in andra chance (trad. seconda possibilitá), cioé nella penultima serata dove ne verranno ripescati alcuni per andare in finale. 

Per la cronaca ieri si é svolta la seconda serata, quindi non siamo neanche a metá.

Fin qui é facile. Ma le differenze sono appena iniziate. 

Nell´edizione svedese il vincitore non é scelto da una giuria, ma dal pubblico con il sistema del televoto. Con tutto quello che questo puó implicare: molti danno la propria preferenza non solo a chi canta meglio, ma si fanno influenzare anche dalla scenografia (molto variabile da artista ad artista) o da eventuali ballerini, o dalla simpatia, eccetera. E´la democrazia, baby. 

E ora, tralasciamo gli aspetti formali per affrontare quelli sostanziali. 

Innanzitutto le canzoni. Faccio enormemente fatica e non ne sono in grado, a giudicare se siano meglio le canzoni del festival nostrano o di quello svedese. La mia personalissima opinione é che le canzoni italiane siano mediamente piú impegnate e ricercate, mentre quelle svedesi fatte per un pubblico piú vasto e di immediato attacco. Devono infatti convincere milioni di persone in soli 3 minuti circa. Quindi, malgrado io stia parlando di due festival della canzone, non affronteró l´argomento canzoni. Sembra ridicolo, é vero. 

Voglio invece dedicare qualche riga al modus operandi. Il modo in cui si svolgono le serate. A Sanremo non salgono sul palco solo i cantanti, ma come nel caso dell´edizione di quest´anno, anche comici, calciatori ed altri vip. A volte solo per fare una compassata, magari presentando il prossimo cantante, altre volte per fare un monologo, piú o meno serio. Magari su argomenti delicati come il bullismo, o le violenze sulle donne o il mobbing su internet. 

Interessante, per caritá, ma che c´entra? Ho fatto un po´di ricerche su internet ed ho visto che é salito sul palco anche il corpo della Polizia di Stato. Una bellissima ragazza di nome Diletta che non so chi sia, ma che é stata criticata per lo spacco, che a me sinceramente non sembrava per niente volgare. Anzi. Eppoi un calciatore, di cui ho giá dimenticato il nome. Una serie di comici, alcuni dei quali con performance discutibili. Mi é rimasto impresso, l´ho letto su un quotidiano, che é stato invitato un tipo che ha il ragguardevole primato di quasi trecento giorni di ferie non godute. Ma vi sembra un bel messaggio? Leggasi: diventate schiavi anche voi, evviva !!!  

C´era anche Keanu Reeves. Non so cosa abbia detto, ma cosa avrá mai da dire un bravo attore di Hollywood al teatro dell´Ariston? Ho letto anche di chi é stato invitato solo per sponsorizzare il loro prossimo film o trasmissione televisiva. Ma almeno qualcuno cantava? 

Eh, si,  poi ci sono anche esibizioni canore. Ma non solo quelle in concorso, ma anche quelle di altri cantanti di decenni fa che arrivano ripresentando loro vecchi successi o, e questo é terribile, cover di altri cantautori. Insomma tutti vogliono il loro pezzettino di visibilitá. 

La logica conclusione é che il festival di Sanremo dura ore e ore. Ho capito che é finito alle 1 del mattino. Ma chi é che sta alzato cosí a lungo? Eppoi é impossibile tenere uno show ad un livello alto per tutto quel tempo. E ovvio che in alcuni momenti la qualitá cali e lo spettacolo non soddisfi le aspettative, ed ecco che é il momento in cui si porge il fianco a milioni di critici lamentoni che non aspettavano altro.

In Svezia invece, tutto lo show dura un´ora appena. I presentatori iniziano puntualissimi e dopo solo un paio di minuti di introduzione, incitano il pubblico con un "nu kör vi" (ora cominciamo). Le esibizioni si susseguono a ritmo sul mega palco, a volte intervallate da qualche brevissimo siparietto da parte dei presentatori stessi, che sanno essere sempre simpatici e tecnicamente preparati. Sanno infatti cantare, a volte ballare, ed hanno un umorismo semplice, ma efficace. 

Un altro siparietto lo fanno alla fine mentre si apetta la chiusura del televoto. Si parla di tre o quattro minuti, non ore. Poi i due cantautori che sono stati scelti per andare in finale cantano il bis e poi titoli di coda e buona notte a tutti. In un´ora appena, dalle 8 alle 9. Diventa quindi un must per tutta la famiglia: grandi e piccini. E la Svezia si blocca, compatta, davanti alla TV, come accade in Italia solo quando la nazionale di calcio fa in finale ai mondiali.  

E le musiche piacciono a tutti. Con questo non voglio dire che le canzoni del Festival siano brutte, anzi. Ne ho ascoltate oggi un paio da Youtube, compresa quella che ha vinto, e mi sono piaciute entrambe. Ma mentre qui il Melodifestivalen lo guardo, se dovessi tornare in Italia, Sanremo non lo guarderei nemmeno a pagamento. 





sabato 17 dicembre 2016

S. Lucia

Se andate a guardare il sito ufficiale del turismo svedese, VisitSweden, noterete una sezione dedicata alle tradizioni svedesi.

C´é una voce dedicata ovviamente al classico Natale svedese. E il Natale svedese non é solo il 25 dicembre. Sí, lo é. Intendo dire che le tradizioni che ruotano attorno al Natale svedese sono varie e iniziano giá a fine novembre quando si accendono le luci dell´Avvento. Consiste nel posizionare 4 candele alla finestra e accenderne una alla volta, per ogni settimana che precede il Natale, cosí che a Natale siano accese tutte e quattro. 
Praticamente non lo fa quasi nessuno. Tutti mettono invece delle lucette elettriche a forma di candelabro. L´effetto ottico é impressionante. Vedere che tutte le finestre di tutti gli edifici hanno queste lucette bianche che risultano come tanti piccoli fari nell´oscuritá dell´inverno svedese, é sempre emozionante e mi stupisco ancora oggi. L´alternativa al candelabro triangolare é posizionare una stella, luminosa ovviamente. 

Le tradizioni natalizie continuano con S. Lucia, il 13 dicembre. Una tradizione che ricorda una santa siciliana. Vabbé andatevi a leggere su wikipedia se volete saperne qualcosa delle origini. La cosa bella di s. Lucia é che si organizzano in tutte le cittá dei treni, detti appunto "treni di S. Lucia". No, non sono dei treni veri e propri con locomotive e vagoni, ma trenini di persone che camminano in fila indiana o quasi. A capo di questi trenini c´é S. Lucia, una ragazza vestita di bianco che indossa una corona di candele. Qui trovate una breve descrizione. 

Tutte le scuole del paese organizzano per i bambini questi treni di S. Lucia e i genitori sono invitati ad assistervi. Questo é quello che io ho filmato nella scuola di mia figlia. 
video

Si vede la classica composizione del treno: S. Lucia (in queso caso due, meglio abbondare), le altre damigelle, i babbi natale e per finire un paio di bambini impersonificano omini di marzapane o di pepparkakor, non ho mai capito. Per la cronaca i pepparkakor sono quei biscottini alla cannella a forma di cuori che vengono venduti anche all´Ikea. 

Le canzoncine cantante anche quelle sono di rito. La canzone che apre il coro e l´ultima sono ovviamente s. Lucia. 

E ora ci aspetta il Natale vero e proprio, che qui si feteggia il 24. Meglio prendersi per tempo. 

E allora mi prendo in tempo pure io e vi auguro giá da ora Buon Natale a tutti se non scrivo altro prima. 





venerdì 2 settembre 2016

Svezia 3.0


Sj regionaltåg 2112, mot Katrineholm, Eskilstuna, Sala, med avgångstid 6:32 inkommer strax till spår 7a.

Questa é la frase dell´altoparlante della stazione di Norrköping che io ho sentito tutte le mattine per un anno e mezzo fino a l´altro ieri. Annunciava l´arrivo del mio treno. 

Ho trovato su Youtube un video che mostra l´arrivo di un treno sullo stesso binario e nella stessa direzione di quello che prendevo io tutte le mattine alle ore 6:32. C´é pure un po´di neve. Ed io quel binario lo ho visto con tutte le condizioni meteo possibili immaginabili: neve, pioggia, vento, caldo, nebbia e poi in pieno giorno e in piena notte. Ma sempre alle 6:32. E pensare che quando prendevo il treno lo facevo dopo aver pedalato per alcuni chilometri da casa. Che poi a me piace pedalare, ma cosí presto la mattina, a meno venti, col buio, oppure sotto la pioggia e per andare a lavorare, insomma, bisogna essere molto motivati. 

Ed io di motivazione ne avevo a secchi. Perché era il mio primo lavoro in Svezia. Quello che é difficilissimo da ottenere. Poi gli altri arrivano facilmente, perché hai una referenza svedese. Poi ero motivato perché lavoravo alla Volvo, un marchio che non ha bisogno di presentazioni. E poi i colleghi con i quali ho creato un ottimo team affiatato.

Ma come avrete intuito, ho cambiato lavoro. Le motivazioni? Perché avevo avuto tre contratti di fila a tempo determinato e allo scadere dell´ultimo che non era piú rinnovabile, mi hanno detto che non c´era proprio la possibilitá di rimanere, a malincuore. E cosí mi sono guardato intorno, ho trovato una stra-ottima alternativa, forse migliore, e ho dato le dimissioni con un mese di anticipo. E proprio in quel momento mi hanno chiesto di rimanere. Che fare? trasferirmi a Eskilstuna? Dire di no alla nuova azienda che mi ha stimolato tantissimo da un punto di vista professionale? E cosí a stramalincuore ho detto di no ad un contratto a tempo indeterminato alla Volvo ed ora lavoro in una multinazionale che ha una fabbrica a Söderköping, a 19 km da casa mia. 

La mia vita da ieri é cambiata. Perché impiego solo 25 minuti per andare a lavorare contro le due ore di prima, perché ho ottenuto il tanto agognato contratto a tempo indeterminato (vabbé ho 6 mesi di prova ma confido di non fare casini) e vedo un sacco di cose nuove. Peccato per i vecchi colleghi (e le colleghe), ma anche quelli nuovi sembrano simpatici. 

Mi sento che sono entrato nella fase 3 della mia permanenza in Svezia. In una scala che va da 1 a 3 e che ho elaborato da tanto tempo. La fase 1 era il trasferimento, lo studio della lingua da disoccupato in mezzo a centinaia di profughi capitati lí per sbaglio. La fase 2 era caratterizzata dal primo impiego, ovviamente precario, ma seppur impiego. Ed infine la fase 3 caratterizzata dal fatto che finalmente sono credibile per le banche e comprare casa. Ma per questo ci vorrá ancora un annetto minimo... 

Peró ragazzi che fatica...