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sabato 11 giugno 2016

La festa di maturitá in Svezia

video

Questi sono i giorni dello Studenten: una festa tipica di questo periodo che vede protagonisti tutti i ragazzi/e che si diplomano. 
Tutti i diplomati ricevono (anzi, si comprano) un cappello da marinaio con il loro nome e quello della scuola da cui stanno uscendo. E lo portano per giorni e giorni, e cosí i giovani diplomati si riconoscono lontano un chilometro. 
L´anno scorso chiesi ad una mia collega quale sia l´origine di questa cosa del cappello e non lo sapeva. Ho chiesto se per caso c´é qualche affinitá con il fatto che anche il Re, nelle occasioni importanti, ha come vestito da cerimonia, l´alta divisa da ufficiale di marina. Mi rispose: "non ci ho mai fatto caso". In effetti, anche leggendo wikipedia, sembra che non ci sia alcuna correlazione. Mah. 

I festeggiamenti degli studenti raggiungo il loro apice (credo) quando salgono su carri e vanno in giro per la cittá a ritmo di musica disco. In effetti non riesco ad immaginare cosa accade poi di notte... Quello che ho postato sopra é un video che ho fatto io ieri a Norrköping, nei pressi della stazione. 

Mi piace come tradizione e mi dispiace che in Italia non ci sia niente di simile. Provo un pizzico di invidia. 

domenica 1 maggio 2016

La donzelletta che vien dalla campagna


Heila.

Voglio tornare su un argomento di cui ho giá trattato ma voglio integrarlo con un piccolo aneddoto: la scuola. 

Allora, avevo detto che le scuole svedesi sono senza dubbio piú semplici di quelle italiane. Cominciamo a mettere qualche puntino sulle i. Innanzitutto sto parlando delle elementari per esperienza diretta. No, non sono iscritto alle elementari, ma mia figlia lo é. Non sto facendo paragoni tra la mie esperienza delle elementari in Italia e quelle di mia figlia perché sono passati 35 anni e le cose sono cambiate molto. Il paragone che posso fare é invece tra l´esperienza di mia figlia e le sue amiche rimaste in Italia. 

Il quadro che ne viene fuori é che:
- in Italia ci sono tantissimi compiti per casa, cosa che qui non sanno neanche cosa siano
- i libri. Quando sono stato in Italia l´ultima volta, parlando di questo argomento con un amico, ad un certo punto lui chiama sua figlia (dell´etá della mia) e le dice di preparare lo zaino di scuola del giovedí, perché é il giorno in cui si concentrano tutte le materie. Lo abbiamo pesato: 14 kg. Metá del peso corporeo della bambina. Ma si puó? Un adulto non allenato avrebbe problemi, figuriamoci un bambino, magari gracile. 
- in Svezia i ritmi sono lentiiiiiissssimi. In prima elementare facevano una lettera dell´alfabeto a settimana. Per imparare la tabellina del 10 ci hanno messo un anno. Al contrario dell´Italia dove invece fanno imparare ai bambini poesie a memoria o studiare storia, geografia e tante altre materie nozionistiche. Esatto: nozioni, nozioni, nozioni. Tutte cose che o si studiano, o niente, non ci puoi arrivare per intuito dove stanno i Pirenei o sapere il Sabato del Villaggio a memoria. E cosí un´altra amica di mia figlia, dalle parti di Cesena, soffre di mal di pancia e insonnia prima delle prove, cioé una volta a settimana. Ma si puó soffrire di stress alle elementari? 

La mia riflessione sull´argomento mi ha portato con gli anni a preferire di gran lunga il sistema svedese anche se all´inizio ero un po´critico. Tanto per cominciare mi baso su una semplice constatazione: che se il sistema italiano funzionasse, allora dovremmo essere i piú preparati del pianeta. Invece é esattamente il contrario. Siamo il paese occidentale al mondo con il peggiore tasso di analfabetismo funzionale. Cioé il 47% degli italiani di etá compresa tra 16 e 65 anni sa leggere e scrivere ma non sa interpretare un grafico o riassumere un testo. Cose di utilizzo quotidiano, insomma. Ecco il link. 

Non solo, nelle scuole elementari svedesi insegnano cose di uso pratico. Mia figlia é in terza elementare e sta seguendo un corso di falegnameria e ne ha giá fatto uno di cucito. Sta imparando l´inglese ovviamente e guarda giá cartoni animati in lingua originale inglese con sottotitoli svedesi. 
Ma c´é dell´altro. L´anno scorso in concomitanza con le elezioni politiche, i bambini si sono esercitati alla democrazia, creando partiti fittizi in classe e simulando elezioni. Lo scopo era capire come funziona la democrazia e di come sia importante partecipare (con il voto). Ed era terrorizzata che noi non andassimo a votare per chissá quale ragione. (ci siamo andati ovviamente). 

Un´altra cosa che ha imparato l´anno scorso e sulla quale hanno lavorato molto é di quanto sia importante informarsi da fonti adatte. E cosí mia figlia in seconda elementare mi é venuta a spiegare che un quotidiano deve essere obiettivo, ma noi non possiamo saperlo a priori ed é quindi importante informarsi da piú fonti. Per me che sono italiano, questo é rivoluzionario. E infatti l´Italia é al 77esimo posto al mondo per libertá di stampa. Mi fermo qui perché mi sto inacidendo.... 

Beh, insomma ecco l´aneddoto nuovo. Qualche giorno fa, a tavola, io chiedo a mia figlia cosa hanno fatto a scuola. Lei mi risponde con una domanda: "tu lo sai cos´é il Brexit?". Io penso che ho capito male perforza e non mi viene in mente nessuna parola che ci assomigli, quindi rispondo, che no, non so cosa vuol dire. E allora lei comincia a spiegarmi che anni fa gli stati dell´Europa si sono uniti a formare una comunitá che si chiama EU. Non tutti hanno aderito. Altri hanno aderito, ma hanno mantenuto la loro moneta originaria...... e via cosí. 

Adesso, mi dispiace per Leopardi e per la sua donzelletta che vien dalla campagna, in sul calar del sole, col suo fascio dell´erba, e reca in mano un mazzolin di rose e di viole, ma sono contento che mia figlia studi in Svezia. 

E secondo me sará altrettanto stupefancente la scuola superiore, ma per quella devo aspettare ancora qualche anno. 


venerdì 6 dicembre 2013

Il grafico pendente di Pisa

Per alcuni giorni la stampa svedese ha avuto finalmente qualcosa di cui parlare: un grafico redatto dall´OECD denominato PISA (Program for International Student Assesment). Grafico che pende e che fa preoccupare perché da esso risulta che gli adolescenti svedesi non primeggiano per cultura matematica, capacitá di lettura e comprensione, e conoscenza della natura. Gli studenti svedesi sono scivolati al 27º posto dal 15º che avevano pochi anni fa. 

Sono andati addirittura sotto l´Italia. Da non crederci. Invece é credibile, perché, come ho giá detto in questo blog, i programmi scolastici sono mooooolto lenti. Sono d´accordo sul fatto che non bisogna stressare di compiti i bambini e gli adolescenti, ma almeno forzarli ad impegnarsi durante le lezioni, credo sia il minimo. Mia figlia per esempio che é in prima elementare, ma é come se fosse in seconda perché qui iniziano un anno dopo e dopo 3 mesi di scuola in matematica sono arrivati a fare il numero 10, la moltiplicazione piú complessa che sanno affrontare é 3x2, cominciano adesso a leggere e scrivono ancora in stampatello (e forse il corsivo non lo impareranno mai). Io mi sarei trovato benissimo. 

Secondo me é solo una questione di programmi scolastici, ma nei vari talkshow ogni politico ha additato altri come responsabili. C´é chi incolpa l´apertura dell´istuzione al mondo delle scuole private, chi al taglio dei fondi, chi alla riduzione delle tasse, ecc.. insomma, pare di essere in Italia, con la differenza che qui, ne sono sicuro, si impegneranno per risolvere il problema. O almeno ci conto. 

Mi ha colpito anche un episodio di bassissimo giornalismo quando ho visto un servizio al telegiornale in cui il giornalista andava ad intervistare i ragazzini di 15 anni per chiedere qual´é la materia che a loro piace di piú e loro ripondevano "ginnastica", ovviamente. Beh, ovviamente, forse non ci sta perché io alla loro etá non avrei mai risposto "ginnastica" perché ogni anno rischiavo di essere rimandato pure in quella. Chissá come sarei stato classificato io a quel tempo, forse a livello "celebroleso". Questo dimostra che forse questi grafici non é che siano proprio attendibili del tutto. Guardate me, per esempio, sembravo stupido e invece ora, dopo vent´anni faccio ... la casalinga. 


domenica 1 settembre 2013

Non sparatemi, é un post sulla scuola.


Non so se ve ne siete accorti ma non parlo quasi mai della scuola. E´un argomento pericoloso che puó far scaldare gli animi. Il che d´inverno ... 
Dicevo, c´é chi adora la scuola svedese e c´é chi vorrebbe nuclearizzare tutte le istituzioni scolastiche. Vi dico quello che ho capito nel mio piccolo, sapendo che magari tra una settimana cambio idea. 
Il nodo gordiano della faccenda scuola é che la scuola svedese ha delle prioritá che sono diverse da quelle italiane e sono considerate poco importanti materie che invece in Italia sono fondamentali come la grammatica e la letteratura. Qui, sin dalla prima elementare si punta molto su matematica, inglese e la conscenza della natura. Il tutto condito con una fortissima propensione a non pressare troppo sgli studenti che vengono quindi formati con mooooolta calma. 
Tanto per cominiciare a fare un esempio, qui non esistono i compiti per casa. E giá qui una buona fetta di impegno rispetto ai colleghi italiani se ne va. Poi, anche in classe i bambini sono liberi di esprimersi un po´come gli pare a loro, entro certi limiti, e il ritmo dell´insegnamento, pur essendo cadenziato da rigidissimi schemi fissati a livello nazionale, é comunque livellato a quello degli studenti piú lenti. 
Secondo i detrattori della scula svedese questo comporta una societá di ignoranti, ma io devo dissentire da tale convinzione, perché é solo teoria. Per farlo porto una dimostrazione empirica: pensate alla popolazione adulta italiana. Vi sembra che il livello intellettuale medio degli italiani sia medio/alto? Guardate me per esempio. 
Insomma, ritengo che ai bambini delle elementari non serva imparare a memoria le poesie e quando diventano piú grandi, imparare a memoria tutti gli imperatori di Roma e le guerre puniche che poi cresci e non te ne ricordi piú nemmeno uno tranne Giulio Cesare solo perché quardi i cartoni animati di Asterix con la figlia. Altro che Impero d´Oriente e Impero d´Occidente.
Insomma, non voglio sbilanciarmi troppo a favore della scuola svedese, ma voglio comunque portare apprezzamento per il fatto che per mia figlia, che da 2 settimane ha iniziato la prima elementare, non ho dovuto comperare un libro, un quaderno e nemmeno una penna. Mi piace che vada e che torni da scuola con lo zainetto vuoto, senza compiti per casa massacranti e noiosissimi. Mi piace che un paio di volte a settimana la classe vada nel bosco per imparare a conoscere la natura. Mi piace che inizi a studiare inglese e siccome i programmi sono stabiliti a livello nazionale non capiterá come é successo a me che ho iniziato a studiare inglese alle medie ma poi ho ricominciato da zero in prima superiore per poi ricominciare di nuovo da capo in terza superiore, da what´s your name
Mi piace ancora di piú il fatto che non sono i genitori che devono adeguarsi agli orari della scuola mandando nonni, amici o baby-sitter a prendere i bambini all´uscita da scuola se entrambi lavorano. E´la scuola che si adegua agli orari dei genitori. Tu comunichi che orari di lavoro hai e loro si organizzano. 
Mi fa piacere che al mercoledí la scuola inizi alle ore 10 perché si dá la possibilitá a tutti coloro che hanno bisogno di seguire lezioni particolari, tipo mia figlia che cosí ha un´ora di lezione di italiano con insegnante madrelingua. 
Credo sia complice il fatto che io qui in Svezia ho ritrovato parte di quella serenitá che in Italia avevo perso e ci tengo che anche i bambini ce l´abbiano. Accetto quindi anche un ritmo piú lento. 

mercoledì 29 maggio 2013

Grammatica questa sconosciuta

Mi piacerebbe troppo insegnare l´italiano agli stranieri. Questo non vuol dire che ne abbia le capacitá. Anche l´astronauta mi piacerebbe fare ma credo mi manchi qualcosa nel curriculum. Peró mi sono domandato piú volte come sarei come insegnante di italiano.
Sicuramente inizierei con gli articoli: il lo la i gli le. E cosí si cominciano a sfornare anche un po´di sostantivi. Poi per uscire dalla trappola di fare frasi tipo io Tarzan, tu Cita, sarebbe necessario passare ai verbi e in italiano sono molto complessi. Ci sono quelli in -are, quelli in -ere e quelli in -ire. Giá per spiegare i tempi presenti ci vorrebbe uno specchietto riassuntivo. Poi per fare un po´di frasi servirebbero le preposizioni. Almeno quelle semplici. Poi, con il trascorrere delle settimane e dei mesi, si affrontano altri tempi verbali, come il passato (prossimo, remoto e imperfetto) e poi il futuro con o senza l´ausiliare. E poi le preposizioni articolate, e via via in un crescendo di complessitá. 

Insomma il mio corso si baserebbe sostanzialmente sulla grammatica. Ma é ovvio, non riesco ad immaginarmi un sistema diverso. La grammatica é quasi tutto in una lingua. Sono le regole. 
E invece gli svedesi insegnano la loro lingua con pochissima grammatica. 
E´vero. Non solo per esperienza diretta, ma anche amici che hanno frequentato altri corsi diversi dai miei hanno confermato come i corsi di svedese di solito ti mettono di fronte situazioni che ti obbligano ad intuire la regola e non la regola che ti permette di capire le situazioni. Anche i libri fanno pena da quel punto di vista. E ne ho visti diversi. Gran parte della grammatica che ho imparato, me la sono studiata da solo su internet o con l´ausilio di materiale vario. 

Per esempio la settimana scorsa stavo studiando i verbi irregolari e mi sono accorto che c´erano certe affinitá tra certi ed altri in base alla lettera di dove cade l´accento della radice. Ho fatto una ricerca su internet ed ho trovato un prospetto riepilogativo. Ma non potevano darmelo mesi fa? 
Ma la stessa cosa é successa anche con gli articoli, i condizionali, i plurali, ecc... 

Che strano peró: proprio gli svedesi che sono bravissimi a regolamentare tutto, poi si dimenticano di insegnare le regole della propria lingua. Mah. Peró, devo anche dire, il sistema funziona. In un modo o nell´altro tutti imparano la grammatica lostesso. E allora visto che hanno sempre ragione loro? 

Ma torniamo al mio immaginario corso di italiano. La prima cosa che scriverei sulla lavagna con grande stupore degli alunni é questo é un libro di grammatica.  

mercoledì 15 maggio 2013

Dottore del buso del c.

Vi é mai capitato di pensare e a trovarvi in difficoltá a come si traduce in inglese il concetto di laurea breve o magistrale o lunga o diploma di laurea, eccetera? Mai? solo a me é capitato? 
Evvabbé allora facciamo finta che vi sia capitato o che vi possa capitare di tradurre tali concetti in svedese. 

Ecco, finalmente ho trovato questo specchietto che spiega tutti i livelli di istruzione universitaria e post-universitaria. 
Era allegato al riconoscimento del mio titolo di studio. Cosí almeno ora so qual´é. Appena lo ho visto sono andato a correggere il mio curriculum vitae perché ci avevo messo quello sbagliato. Che pirla che sono. 

A proposito, per aver riconosciuto il titolo di studio ho fatto domanda in settembre 2012. A novembre mi é arrivata una richiesta di integrazione dei documenti inviati che ho subito esaudito e qualche settimana fa il certificato definitivo in svedese. 7 mesi ci sono voluti. 

giovedì 14 marzo 2013

Confusione climatica

Questa mattina sono uscito di casa come sempre alle 8 meno qualche minuto. Nulla di strano se non fosse che la temperatura era di -17º. Beh, forse tanto strano non é, vista la latitudine. Dicono che la temperatura sia un po´piú bassa della media stagionale. Ma dopo aver vissuto qui quasi un inverno completo, ancora mi stupisco, anzi mi compiaccio, di tali temperature. Che poi c´é poco da compiacersi perché, a differenza di quello che uno si aspetta, sono temperature molto accettabili. Cioé, sí vabbé, fa freddo, ma non tanto quanto uno si potrebbe immaginare. Ancora oggi io cerco di immaginarmi che cosa vuol dire facendo una semplice proporzione: penso al freddo che faceva a Vicenza quando faceva -5º e moltiplico per 3. E poi esco e mi accorgo che invece é tollerabilissimo, a condizione ovviamente che ci sia vestiti adeguatamente. Se non sei svedese, ovviamente, perché per i nativi vale un altro discorso. Non ci capisco piú una mazza. Ma di che cosa sto parlando? Ah, giá, che ho accompagnato la piccola a scuola. Appena arrivato vedo che i bambini si stanno preparando con le tutone che hanno nei loro appendini per andare a giocare fuori. Come mai tutta questa fretta? Non potrebbero aspettare magari un paio di ore in modo che il sole sia un po´piú alto  e la temperatura un po´piú umana? Per stare all´aperto, intendo dire. E invece no. Valli a capire tu, sti´ svedesi. Massí, dai, che mi va bene lostesso. Ma la domanda é: qual´é il limite per dire ai bambini: oggi si gioca all´interno? Eppoi: la settimana prossima saró a Vicenza e mi domando giá ora come dovró vestirmi? 

giovedì 21 febbraio 2013

SPA per bambini



La mia bambina ha 6 anni e frequenta la Förskoleklassen che equivale alla nostra... non equivale a niente. 
Mi spiego. L´asilo é come il nostro e finisce a 6 anni. Ma mentre in Italia si passa direttamente alle elementari, qui c´é un anno di transizione chiamato appunto Förskoleklasse. Durante questo anno i bambini cominciano ad imparare a leggere e a scrivere, a fare i primi conteggi, a conoscere la natura e fare tanti lavoretti manuali.
L´apprendimento non avviene con un approccio frontale, cioé un insegnate davanti e tutti gli alunni davanti ordinatamente seduti sui propri banchi, ma giocando quindi con un approccio piú da asilo. 

Ecco é in questo anno che i bambini apprendono tantissime cose secondo un programma nazionale (come tutto il resto, d´altrocanto) e ogni giorno sono sottoposti ad un iniziativa diversa. Quella di oggi é stata la SPA. 

No, non vuol dire che i bambini siano stati addestrati ad investire un capitale per svolgere una attivitá economica professionalmente organizzata al fine di conseguire un guadagno, ma semplicemente SPA inteso come "centro benessere". 

E cosí oggi la bambina é tornata a casa con i capelli con una messa in piega particolare, lo smalto sulle unghie ed ha raccontato che le maestre le hanno fatto anche un massaggio alla schiena e le hanno messo anche le fettine di cetriolo sugli occhi. Coccolati dallo stato svedese nel vero senso della parola. 

Ma la mia domanda é stata subito dopo questa: e i maschietti? Sapevo giá la risposta, ma volevo sentirmelo dire. Anche i maschietti hanno avuto la loro dose di relax, smalto sulle unghie compreso. Ve lo immaginate in una scuola italiana che i bambini maschi tornino a casa con lo smalto sulle unghie? Il comitato genitori riunito con urgenza, il preside trasferito immediatamente in qualche posto sfigatissimo della penisola (per fortuna che non abbiamo piú le colonie in Africa), il direttore scolastico posto nella piazza del paese a pubblico ludibrio dei passanti che gli gettano contro ogni sorta di verdura fresca, finocchi in particolare, e con le vecchiette che assistono alla scena facendosi il segno della croce, in una sorta di esorcizzazione scaramentico-cristiana. 

E invece qui in Svezia é una cosa normale. I bambini sono addestrati alla paritá dei sessi sin da piccoli in questo modo, ma sopratutto ad esternare eventuali predisposizioni o attitudini. Si chiama libertá e non so darle una definizione ben precisa, confido nel vostro lessico. 

A propostio, voi che avete un lessico migliore del mio, ma voi lo sapete che cacchio significa SPA ? 




giovedì 13 settembre 2012

Servizi per stranieri

Mi meraviglio quotidianamente di quello che fa lo stato svedese per accogliere gli immigrati. 
Quello della foto é l´edificio dove vado tutti i giorni per fare il corso di svedese. Una struttura di 4 piani con molte aule, quindi insegnanti, tecnici e personale amministrativo. C´é l´aula computer, quella ricreativa con il ping pong, la cucina, l´aula incontro tra studenti e chissá quante altre cose che ancora non ho trovato. Il tutto GRATIS. Non ho speso nemmeno un euro. Mi hanno dato pure il libro. Ma siccome il libro lo dovró consegnare a fine corso intonso, allora mi forniscono quotidianamente anche le fotocopie. Siccome sono previdenti, hanno previsto e mi hanno fornito anche un raccoglitore ad anelli per le fotocopie che mi vengono ovviamente date giá bucate. Insomma, mi sono portato solo una penna biro. 
Io mi impegno molto a studiare svedese ma la maggior parte degli altri alunni invece no. Il motivo é che moltissimi prendono un sussidio (bidrag). 
Anzi, mi impegno cosí tanto che cerco nel tempo libero altri corsi e altre oportunitá per imparare ancora piú rapidamente. Cosí ieri ho visitato un´altra struttura, modernissima anche quella, dove sono stato presentato da un mio compagno di classe iracheno. Non mi hanno molto convinto i metodi di studio di questa associazione ma poi ho intuito che forse molti frequentanti ci vanno perché lí si prende il sussidio a frequentare. Cioé, ripeto, non é solo gratis, ma ti pagano per andarci !!! 
Questo é fuori dalla mia comprensione. 
Lo so cosa state pensando: vado in Svezia anch´io e mi faccio mantenere dallo stato sociale. E invece no. Di solito quelli che ottengono tutti questi aiuti aggiuntivi sono rifugiati e noi italiani non lo siamo. Magari lo saremo, chissá. 
Allora ieri pomeriggio sono andato anche in un bar che é connesso con la biblioteca (fornitissima) cittadina. Lí si organizzano degli incontri tra stranieri per praticare la lingua: si chiamano språkcafe. E cosí ho conosciuto tantissima altra gente da tutto il mondo, parlando svedese.
La scuola, inoltre, organizza corsi aggiuntivi, e si mette in contatto con altre scuole della regione, per insegnare mestieri utili e richiesti. La settimana scorsa é venuta a parlarci una persona dal comune di Mjölby per sponsorizzare un corso per addetti alle pulizie. Oggi invece é venuto un tipo di una azienda controllata dal Comune e dallo Stato che aiuta gli stranieri ad aprire una attivitá economica, anche finanziandola economicamente. 
Per ogni straniero, inoltre, all´Arbetsförmedlingen (l´ufficio collocamento svedese) c´é a disposizione un tutor che ti puó seguire passo passo per trovare un lavoro. 

Insomma, ti insegnano la lingua gratis e si preoccupano di inserirti nella societá anche lavorativamente parlando. Proprio come la legge Bossi-Fini. 

Ripeto: non é che se immigrate qui fate automaticamente la bella vita. Ma almeno vi sentite trattati da esseri umani e con intelligenza. 

martedì 28 agosto 2012

Due scuole, due mondi

La notizia é stata riportata anche sui giornali locali, qui a Norrköping, ma sopratutto tra noi emigrati italiani é argomento primario di discussione. 
Ebbene sí: 500 alunni di una scuola hanno ricevuto in dono un Apple Macbook Pro.
Lo so che non ci credete, ma ci tengo a precisare che ne hanno avuto uno a testa, non uno su cinquecento!!!.
Queste sono le meraviglie del sistema educativo svedese. Cose impossibili anche solo da comprendere per un italiano. 
Anche mia figlia, per esempio, che ha 5 anni e mezzo, non mi costa nulla e le forniscono un sacco di materiale educativo. E la portano al ristorante a mangiare, altro che mensa in catering. E ogni settimana le maestre ci fanno una relazione su quello che hanno fatto e che faranno la settimana successiva. 
Nella scuola materna dove Sara andava fino a 3 mesi fa, invece, era un problema pagare le bollette del gas e i genitori (sottoscritto compreso) si sono spesso organizzati in raccolte fondi magari vendendo panettoni a Natale fuori dalla chiesa. 
Ma so di genitori di altre scuole che a turno portano la cartaigienica, o la carta, o i giocattoli e i pennarelli. 

Due mondi, non c´é che dire. 

giovedì 23 agosto 2012

Tutti a scuola


Lunedí sono iniziate le scuola qui in Svezia. E mi pare giusto. Perché fare 3 mesi di vacanza? Finché si é studenti sembra un diritto inviolabile costituzionalmente garantito, ma quando cominci a diventare tu il genitore qualche domanda te la poni. Sopratutto se lavori e non sai dove piazzare il/la piccolo/a. 

In Italia fatti i 3 anni di asilo, si passa alle elementari. Qui invece c´é un anno intermedio chiamato förskola klassen a cui abbiamo iscritto la bambina. E´il momento migliore per un bambino di inserirsi nella societá svedese perché ha il tempo di imparare la lingua prima che inizino le elementari. Passati i primi 4 giorni la bambina é entusiasta. Anche noi abbiamo avuto la sensazione che la scuola sia organizzata mediamente meglio di quella italiana. Ma non vorrei essermi fatto influenzare da fattori psicologici, appena ho qualcosa di concreto, ve lo dico. Per il momento mi ha colpito l´enorme disponibilitá di adattamento che ha la scuola nei confronti delle esigenze dei genitori. Se i genitori hanno degli orari strani, come noi che abbiamo il corso a volte di mattina, a volte di pomeriggio, a volte metá e metá, la scuola si adegua e ti tengono il figlio da mezz´ora prima del tuo impegno a mezz´ora dopo. A prezzi irrisori, ovviamente. Anzi, gratis se non hai reddito (per esempio se studi).


L´altro ieri invece é toccato il turno mio e di Suzy di andare a scuola: per il corso di svedese, che, ovviamente, é totalmente gratuito come la scuola della piccola. 
Il corso di svedese é articolato in 4 sezioni in ordine crescente: A, B, C e D. Noi siamo al livello C. Ci finiscono di solito quelli che sanno giá qualcosa di svedese oppure che hanno un titolo di studio a livello laurea. In classe siamo in 16. Di questi di europei siamo: io, Suzy e un tizio dalla Bosnia. Tutti gli altri vengono prevalentemente dal medio oriente (Siria, Iraq, Palestina, Afghanistan, Pakistan**), Marocco, Thailandia e Indonesia. Questo mi fa sentire molto cittadino del mondo. Alcuni sono arrivati per scappare da guerre e carestie, e sono magari rifugiati, ma la metá circa é gente sposata con svedesi (m/f).

La cosa che mi ha fatto sorridere di piú é stato l´incontro di Suzy col bosniaco. Di solito noi italiani quando ci troviamo all´estero facciamo una gran festa. Chi sei, da dove vieni, che fai, e subito amici. I balcanici invece a malapena si salutano. Si sono detti hej, uno. Hej, dice l´altro. Poi si guardano come per dire: abbiamo altre cose da dirci? Per me: no. E se ne vanno. Grandi. 


* l´immagine é quella della bandiera della terra
**io considero Medio Oriente tutto quello che va dal Mar Rosso al confine con l´India.